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29 ottobre 2006

Bidone

Jacopo decise di tornare a se stesso, coraggiosamente, sorridendo del suo amico che per tutta la sera lo derideva del bidone ricevuto.
Caricò il tutto.
Ora basta! Bisognava decidere in un solo istante se fosse giusto o meno partire e sparire.
Era soltanto un breve e torbido enigma da risolvere prima di lasciarsi andare alla notte, prima che il pianto arrivasse.
Prima che l'amore...
Notte!

24 ottobre 2006

Riflesso rosso

Io di solito non sono abituato alla tenerezza che fa paura.
Fantastica falsità di circostanza.
Ma anche io sogno e ti vedo.
Vedo la trama di un grande tappeto, troppo difficile da interpretare. Il fuoco, quello che regala calore.
E poi il suono delle nostre parole.
Le tue.
Le mie.
Quelle che ti inneggiano al mondo.
Quando il tuo viso abbraccia il riflesso rosso del vino.
Quando sorridendo ti guarderò negli occhi,
e senza sfiorarti............

21 ottobre 2006

In cima al mondo

Jacopo non si avvicinò a quella porta
anche se con le sua mente era già “dentro” da molto tempo.
Il buio avvolse ogni cosa regalando una sera meravigliosamente piena di desideri.
Salì le scale con una mobilità diversa dal solito, quasi rallentata ad ogni impulso.
L’affanno lo raggiunse in cima al mondo.
Le lacrime bagnarono il suo viso. E quel poco fiato ormai rimasto dava voce alla solita frase:
Dove dovrò accantonare i miei ricordi
per poterti fronteggiare al meglio
per il resto dei miei giorni
”.
Anche quella notte passò.
Così! Punto e a capo.
Jacopo sparì tra la nebbia di una nuova giornata grigia.

..momenti distillati.

Parole.
Messe li a caso,
dentro i miei momenti distillati
da un buon rum cubano.
Parole amico mio.
Nient’altro!

20 ottobre 2006

Il mio palcoscenico

Chiedo perdono a Dio.
Chiedo perdono proprio perché spero che questo messaggio ti colpisca in pieno.
Sei una presenza che odio già della primo giorno in cui ho deciso della tua importanza.
Canti e sorrisi nella mia mente si assecondano per addolcire queste stanche serate.
Queste stupide armonie deviate da una nobile anima.
Che mi controlla.
Che mi chiede di scappare e stare solo.
Mentre mi insegue la voglia di cercarti e rivederti.
Di volerti.
Di amarti.
Quest’anima che chiede tutte le giuste cose, quelle dovute.
Sicura che io non le ascolterò mai,
fingendo davanti al mondo
che ho sognato da sempre come il mio palcoscenico.
Ma ora io,
stupido teatrante che passa un venerdì notte a scrivere,
devo capire quanto sei essenza.
Quanto sei vera vibrazione.
E soprattutto quanto pesi su di me che ignaro ti immagino,
vicino alle mie architetture da rivedere,
in una casa che non conosco e che non immagino più
visto che il solo pensiero
non mi aiuta a vederla nei miei
Sogni.
Chiedo perdono proprio perché spero che questo messaggio ti colpisca in pieno.
Chiedo Perdono a Dio.